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Attuazione in Italia

 

L'Unione Europea ha approvato lo Statuto della Società Cooperativa Europea a mezzo del Regolamento n. 1435/2003 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 18/08/2003, L 207/1 (applicabile, ai sensi dell'art.80 del medesimo regolamento, dal 18 agosto 2006) con il quale ha inteso fornire lo strumento indispensabile affinché l'attività transnazionale delle società cooperative risultasse maggiormente funzionale e produttiva.

L'attuazione in Italia della normativa sulla Società Cooperativa Europea, entrata in vigore il 18 agosto 2006, è stata demandata ai seguenti atti:

 

Tipo di Atto N. e data Oggetto Pubblicazione su G.U.R.I
Circolare n. 9203 del 30 giugno 2006 "Attuazione del Regolamento(CE)n.1435/2003 del Consiglio del 22 luglio 2003 relativo allo statuto della Società cooperativa europea (SCE)" n. 171 del 25 luglio 2006
Decreto Legislativo n. 48 del 6 febbraio 2007 Coinvolgimento dei lavoratori nelle attività delle società cooperative europee di cui al regolamento CE n. 1435/2003 n. 85 del 12 aprile 2007
Circolare n. 57 del 26 marzo 2007 Attuazione del Regolamento (CE) n. 1435/2003 del Consiglio del 22 luglio 2003 relativo allo statuto della Societa' cooperativa europea (SCE). Individuazione Autorità competenti. n. 82 del 7 aprile 2007

 

La Circolare n. 9203 del 30 giugno 2006 del Ministero dello Sviluppo Economico disciplina in generale le modalità di costituzione e funzionamento della SCE in Italia. Di seguito ne riportiamo l'esaustiva premessa.

"L'entrata in vigore del Regolamento (CE) n. 1435/2003 relativo allo statuto della Società cooperativa europea (di seguito SCE), approvato dal Consiglio il 22 luglio 2003, è fissata dall'articolo 80 del medesimo al 18 agosto 2006.

Il quadro normativo che il Regolamento offre è particolarmente complesso, in quanto, mentre alcuni istituti sono da esso direttamente disciplinati, altri sono soggetti all'ordinamento dello Stato in cui la SCE ha la propria sede legale, altri ancora potrebbero essere oggetto di nuova disciplina da parte del medesimo Stato membro.

La complessità è tale da richiedere quindi allo Stato italiano interventi chiarificatori ai sensi dell'articolo 78 del Regolamento, il quale stabilisce che "gli Stati membri prendono le disposizioni appropriate per assicurare un'attuazione efficace del presente regolamento".

Uno dei motivi della citata complessità risiede nel fatto che la disciplina contenuta nel Regolamento è stata in gran parte il frutto di mediazioni tra le diverse identità e culture cooperative presenti nell'U.E. tanto che, nei casi in cui l'opera di composizione non ha avuto successo, è stato inevitabile il rinvio alla legislazione dello Stato membro in cui ha la sede legale la SCE.

Si tratta di tradizioni e di specificità "cooperativistiche" che hanno radici storiche profonde, che si differenziano anche dai restanti contesti economici nazionali, alle quali gli Stati membri non hanno voluto rinunciare, tant'è che in uno dei Considerando (n. 14) si afferma che "tenuto conto della specifica natura comunitaria della SCE, il regime della "sede reale" adottato per la SCE con il presente regolamento non pregiudica le legislazioni degli Stati membri, né le scelte che potranno essere fatte per altri testi comunitari in materia di diritto delle società".

Per quanto riguarda l'Italia tali specificità riguardano anche la suddivisione della materia della cooperazione fra Stato e Regioni, e proprio in virtù di ciò, la individuazione delle Autorità infrastatuali competenti viene demandata ad uno specifico e separato provvedimento che questo Ministero si riserva di adottare, previo preventivo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome.

Ciò premesso, nel fornire le successive istruzioni per l'attuazione del Regolamento in esame, appare in primo luogo utile considerare i principi generali e poi le disposizioni particolari che direttamente regolano i rapporti tra la disciplina comunitaria e quella degli Stati membri.

Considerazioni generali

Alcune importanti indicazioni emergono dalle "Considerazioni generali del Regolamento":

Il punto 16 stabilisce che il Regolamento "non include altri settori del diritto quali la fiscalità, la concorrenza, la proprietà intellettuale o l'insolvenza. Pertanto nei settori su indicati e in altri settori non contemplati dal presente regolamento si applicano le disposizioni normative degli Stati membri e comunitarie";

il punto 17 prevede che "le norme sul coinvolgimento dei lavoratori nella società cooperativa europea figurano nella direttiva 2003/72/CE; le disposizioni di quest'ultima formano pertanto un complemento indissociabile del presente regolamento e devono essere applicate in concomitanza";

Il punto 18 ricorda che "i lavori per ravvicinare il diritto societario degli Stati membri hanno compiuto progressi ragguardevoli, il che consente per quanto riguarda la SCE, in settori per cui la sua attività non richiede norme comunitarie uniformi, di fare riferimento, per analogia, a talune disposizioni dello Stato membro della sede sociale della SCE adottate ai fini dell'attuazione delle direttive sulle società commerciali, nella misura in cui tali disposizioni sono conformi alle norme che disciplinano la SCE".

Si tratta in particolare delle Direttive relative alla disciplina delle garanzie richieste alle società per proteggere gli interessi dei soci e dei terzi (prima direttiva 68/151/CEE); ai conti annuali di taluni tipi di società (quarta direttiva 78/660/CEE); ai conti consolidati (settima direttiva 83/349/CEE); all'abilitazione delle persone incaricate del controllo di legge dei documenti contabili (ottava direttiva 84/253/CEE); alla pubblicità delle succursali create in un Stato membro da taluni tipi di società soggette al diritto di un altro Stato (undicesima direttiva 89/666/CEE).

Nel corpo normativo del Regolamento sono presenti numerosi articoli dedicati alla disciplina dei rapporti tra legislazione comunitaria e legislazione dello Stato membro, il più importante dei quali è indubbiamente l'articolo 8, il quale stabilisce che "la SCE è disciplinata:

  1. dalle disposizioni del presente regolamento;
  2. ove espressamente previsto dal presente regolamento, dalle disposizioni dello statuto della SCE;
  3. per le materie non disciplinate dal presente regolamento o, qualora una materia lo sia parzialmente, per gli aspetti ai quali non si applica il presente regolamento:
    1. dalle leggi adottate dagli Stati membri in applicazione di misure comunitarie concernenti specificamente le SCE;
    2. dalle leggi degli Stati membri che si applicherebbero ad una cooperativa costituita in conformità della legge dello Stato membro in cui la SCE ha la sede sociale;
    3. dalle disposizioni dello statuto della SCE, alle stesse condizioni previste per una cooperativa costituita conformemente alla legge dello Stato membro in cui la SCE ha la sede sociale".

Il medesimo articolo specifica poi che "se la normativa nazionale prevede norme e/o restrizioni specifiche relative alla natura delle attività svolte da una SCE, o forme di controllo da parte di un'autorità di vigilanza, queste si applicano integralmente alla SCE".

Il seguente articolo 9, che introduce il principio di non discriminazione, dispone inoltre che "fatte salve le disposizioni del presente regolamento, una SCE è trattata in ciascuno Stato membro come una cooperativa costituita in conformità della legge dello Stato membro in cui la SCE ha la sede sociale".

Pertanto, per quanto riguarda gli istituti sui quali il Regolamento comunitario non si pronuncia e non disciplina direttamente una determinata situazione o non rinvia alla specifica legislazione dello Stato membro o all'autonomia statutaria della SCE vale il quadro normativo nazionale esistente per le società cooperative. Tale complesso di norme nazionale deve intendersi comprensivo sia delle disposizioni aventi carattere esclusivo per le cooperative sia delle disposizioni di carattere generale che si applicano alle società cooperative in quanto "società".

In tale contesto la disciplina delle fonti, riportata nell'art. 8, ed il principio di non discriminazione, di cui all'art. 9, delineano, tenendo conto delle norme italiane applicabili, un sistema pienamente definito e coerente, che consente sin dal 18 agosto 2006 l'attuazione in Italia del Regolamento in questione.

In quest'ottica si pone il presente atto la cui funzione rivela il proprio carattere meramente ricognitivo; in sostanza, la cogenza della regola dettata per le società cooperative nazionali non abbisogna di essere ribadita attraverso la emanazione di un provvedimento legislativo ma, al contrario, la finalità può essere efficacemente conseguita per il tramite della presente circolare che si limita ad illustrare come la regula juris (di rango legislativo) sia già presente nell'attuale sistema normativo e quindi che da essa, e non già dall'atto amministrativo generale in parola, la disciplina della SCE tragga la propria ragion d'essere.

Del resto, tali considerazioni sono da ritenere alla base del mancato inserimento del Regolamento 1435/2003/CE fra le disposizioni di matrice comunitaria eventualmente da inserire nelle leggi ccdd. Comunitarie annuali, laddove è stato previsto il recepimento con decreto legislativo della coeva direttiva 72/2003/CE sul coinvolgimento dei lavoratori nella SCE.

Ciò tanto più che la disciplina sulle società cooperative è stata molto di recente rivisitata – come è noto – grazie alla riforma del diritto societario (d.lgs. n. 6/2003).

Con riferimento alle eventuali lacune normative che l'attuazione del Regolamento potrà evidenziare nel corso del tempo, anche a causa della specificità e della novità della SCE, successivi interventi potranno essere effettuati negli ambiti demandati agli Stati membri.

Al fine di definire il quadro nazionale di riferimento, è da delimitare il contesto normativo generale in cui si inseriscono le disposizioni applicabili alle società cooperative e quindi alla SCE.

Come è noto, le cooperative italiane, per gli istituti non direttamente disciplinati dal Titolo VI del Libro V del codice civile, debbono applicare le disposizioni concernenti le SPA, a condizione che le stesse siano compatibili con le caratteristiche peculiari del modello cooperativo. La riforma del diritto societario ha tuttavia introdotto una novità importante che obbliga o facoltizza le cooperative, in presenza di particolari requisiti legati alla compagine sociale o all'entità dell'attivo dello stato patrimoniale, di assumere come quadro normativo di riferimento l'ordinamento delle SRL, sempre a condizione che le relative disposizioni siano compatibili con quelle delle cooperative (articolo 2519 c.c.).

Dalla lettura delle disposizioni contenute nel Regolamento comunitario emerge un quadro normativo che si ispira alle disposizioni dettate in tema di SPA e la cui portata è tale da assorbire l'eventuale presenza di quei parametri per i quali in Italia è possibile far riferimento alle disposizioni della SRL.

Pertanto per le SCE è coerente il riferimento alla SPA.

Prima di esaminare nel dettaglio le disposizioni che richiedono un richiamo delle norme nazionali applicabili rispetto al quadro generale sopra delineato, è necessario ricordare che il Regolamento in tema di SCE è fortemente connesso (come stabilisce il considerando n. 17 ed altre norme dispositive del Regolamento stesso) al recepimento della Direttiva n. 72/2003, relativa al coinvolgimento dei lavoratori, che deve avvenire con decreto legislativo entro il 18 agosto 2006, in base a quanto previsto dalla legge 18 aprile 2005, n. 62."

 

Il Decreto Legislativo 06.02.2007 n° 48 disciplina il coinvolgimento dei lavoratori nelle attività delle società cooperative europee di cui al regolamento CE n. 1435/2003.

In particolare nei casi di SCE (società cooperativa europee) costituite da almeno due entità giuridiche o mediante trasformazione è prevista l'istituzione di una delegazione speciale che, cooperando con gli organi competenti delle entità giuridiche partecipanti, ha come compito quello di negoziare un accordo sulle modalità del coinvolgimento dei lavoratori nella società cooperativa europea, determinando tra le altre cose:

 

La Circolare n. 57 del 26 marzo 2007 del Ministero dello Sviluppo Economico, in Attuazione del Regolamento (CE) n. 1435/2003 del Consiglio del 22 luglio 2003 relativo allo statuto della Società cooperativa europea (SCE), si limita infine alla individuazione delle autorità competenti per i controlli.